Naillil —- short poems – (extended version)

naillil,,opere

Emiliaromagna:
Sicilia capovolta.
il mare di terra quasi
ti circonda…
ai vulcani la palude
si sostituisce
come la nebbia al sole
e dei Inferi
agli dei Solari
il verso fanno.

* * *

Gaya
Era stupenda
Quando arrossiva.
Il viso assumeva le
Tonalità della pesca e
Della ciliegia
Gli occhi
Risaltavano in modo
Stupendo
Colorando l’insieme
Di
Azzurro.

* * *

si racconta che un giorno un padrone,
che si professava cristiano,
era preoccupatp per le troppe bestemmie
degli operai.
assoldò uno psicologo per venirne a capo.
lo psicologo si travestì da operaio e indagò.
<qual’è il responso> tuonò il padrone.
è questo, rispose lo psicologo:

un operaio udì il racconto
e ridendo
proruppe in una
tremenda bestemmia.

* * *

Noctua, Noctua,
come fa la tua voce
a nascondere
suoni d’arpa?
luna tra le lune
runa tra le rune
in quale
cielo
sciogli la cascata
dei tuoi capelli?

* * *

Caddi addormentato di pomeriggio.
Feci un sogno.
Sognai la verità ultima dell’Uomo.
Vidi un intreccio multiforme di
eventi e di coscienze.
Vidi la primordiale paura del ritorno
dei morti ed il terrore
della distruzione totale
mitigato appena
dalla credenza in un nuovo inizio.
Vidi la residuale lontana eco
della luce venuta nel mondo
e dell’Uomo che aveva preferito
le tenebre
perché le sue opere erano malvagie.
Vidi l’ossessione dell’Uomo che
temeva la propria essenza.
Vidi il dualismo esasperato
della tribù umana.
Vidi Tuthduvat, la dea fhomor del seme,
nuda danzare ascosa da eterei veli.
Vidi il sogno della lucertola.
Vidi il libro che stavo leggendo.
Vidi le mille porte aperte
del possibile e dell’impossibile.
Vidi le radici del cosmo e le origini
del tempo.
In tutto questo fluttuare immenso
la lucertola mi parlò e disse
…cose che non oso dire.
Poi vidi la volta celeste delle stelle
e Sirio che luccicava stupenda
a fianco ad Orione.

* * *

(…) qualora
un malvagio demone
la mia stupenda mente
cancellasse…
le tue tenere piccole mani
l’unica cosa
saranno
che ricorderò (…)

* * *

attraversate il ponte di Rubiera
in una giornata piovosa,
contromano,
‘cogliendo tracce antropiche
mentre i macroveicoli vi sfiorano
e vi inzuppano d’acqua
per tenervi svegli…
occupati nella vostra operazione
pronti a scattare per saltare
il guard-rail:
là, al ritorno,
nel punto più stretto,
dove il camion
quasi vi bacia,
là dove sotto c’è soltanto
la ferrovia e non la scarpata
là, vi dico, vedrete…dio

* * *

ci sono cose di cui non si può parlare
ci sono cose che forse non val la pena dire
ci sono cose che sono scritte nei cuori soltanto
e che solo occhi innamotari ed appassionati
possono o sanno leggere .
ci sono cose scritte con l’anima soltanto
che solo un’altra anima riesce a vedere
ci sono cose che la mente stessa non sa recepire
ma che soltanto il cuore le può
ci sono cose che “sempre ama amore”
una di queste cose , *****,
sei Tu .

* * *

quand’anche
gli intrighi fossero provati
quand’anche
gli infami giochi del potere
fossero smascherati
quand’anche
tutte le responsabilità
fossero accertate
solo resterebbe
l’inanità dell’uomo
nudo
difronte
allo specchio della verità.

* * *

l’atavica paura del ritorno dei morti.
i freddi morti desiderosi di caldo e cibo…
il ritorno dei morti affamati
di carne e sangue…
umani.
in ciò credevano gli antichi progenitori.

[pseudoeraclito]

pochi i cardini dell’umana cultura
carne e sangue, poter e guerra.
paura, come corona, regna.
freddo e caldo, ghiaccio e neve
peste, fame, carestia.
in buie grotte ed orridi botri
l’uomo s’aggira..

[pseudoeraclito]

tutto ciò che uomo costruisce
con sangue è costruito.
sangue sparso inquina le fonti
ed avvelena la terra…

[pseudoeraclito]

dimensione tempo:
passati, presenti e futuri accadimenti
contemporaneamente avvengono.
Contemporaneità il tempo annulla.
Di vita nostra solo farsa resta.

[pseudoeraclito]

“… sempre bisogno
ha uomo
di concreta prova.
Finzione
guida suo agire.
Finzione ricerca.
continuo (…)”

[pseudoeraclito]

presente, passato, futuro
contemporaneamente
avvengono.
deve uomo con coscienza
a cavaliere dei quattro mondi
vivere.

[pseudoeraclito]

L’uomo perse il senno
E costruì la natura
Al di fuori della natura.
La terra divenne la città
I monti e i colli divennero palazzi e case
I sentieri dei boschi strade
I boschi tralicci ed antenne radio
I fiumi fontane
Le stelle lampioni
Il sole centrale elettrica
Gli animali uomini
La vita stessa cosa.

[pseudoeraclito]

* * *

Stella senza sole,
fonte di luce,
“amato Guru”.
Perle preziose
i tuoi insegnamenti.
Uno Stupa
erigerò
di burro e ghiaccio
nel Sahara.
Piango e rido insieme.
Nel ricordo di te
l’ala della morte.

* * *

ancora una volta
ricordi nella memoria atavica
di inquisitori ed inquisizioni
di quando Ugru condannò
Kamàro ed i suoi al rogo
ricordo quando Kamàro l’esorcista
li irrise beffandosi di loro
col famoso lemma
a cui seguì una premonitrice
corale risata
poi le fiamme consumarono ogni cosa
dopo secoli Kamàro incontrò Ugru
ancora una volta alzò il vindice braccio
In signo Gorgonis egò Te exorcizo
ancora una volta Ugru fu colto da lucida
insana follia
ancora una volta Ugru vagò vacillante
come un cane cieco e ubriaco
per le tetre strade del Tartaro
ancora una volta la risata
serbò la sua eco
ancora una volta Kamàro e i suoi
resero non agibile l’Inaccessibile
ancora una volta Kamàro fece uso
del fiuto dello squalo
ancora una volta

* * *

Wannatoona:
silenzio ed ombre.
Rhuzqhal che vola alto
con grandi nere
ali.
Pioggia tropicale,

neve che cade leggera.
Cascata e fonte.
Non teme parola
ciò che
parola non ha.

* * *

…e mi trovai con l’ossa rotte e lasse
dove lo mar sopra lo mar richiude.
tant’era lo scorno et lo sconforto
che notte da dì nullo senso trasse.

lo buio che al silenzio prelude
fè del tempo ‘getto immoto e torto
come nel gozzo di panterea volpe
ove la trita carne a la morte allude.

un pozzo atro come un ringhio sordo,
sangue rappreso e ghiacciate polpe,
urla lancinanti de voci basse,
non parole, non suoni: muto et assorto,

come per scontar arcane colpe,
non un fremito ne le umane osse:
manto di sputi et acque di palude
avvilluppò forte “l’aere dolce”.

[da – katabasis – ]

* * *

ho valicato monti, ho attraversato mari
ho percorso valli…
ho superato il superabile, ponderato l’imponderabile
ho trovato Exkalibur, il Graal, la Pietra Filosofale, la spada di Damocle…
tutto quanto nel mio cuore.

* * *

oggi
la vita mi sfugge tra le mani
il sogno si scolora
la corda dell’arco si distende.
oggi
la città incantata è occultata
da nubi
e l’albero di mango
le sue fronde non più distende.
la spada il suo fodero non trova
e taglia la mano che la sfiora.
oggi
pure la notte ha perso i suoi occhi.

* * *

tremendi sono i doni
della Luna Nera.
doni fatti di pura luce
doni
che accecano e ustionano
le mani
se il tuo cuore
non è più leggero
della stessa verità.

* * *
fayrhi

ricci lunghi capelli
variopinti tiepidi fiori
ascendenti-discendenti
curvilinee
acque correnti
dove la terra mostra
le dure nocche,
dove giallonere farfalle
aleggiano su bianchi fiori,
dove Zharko
riposa le stanche membra
ed il pittico nodo si cela,
là dove il fhomor
l’ampia vela distende e
l’algida fanciulla
il cipreo ventaglio scuote.
tra le sfilacciature
di ricordi paralleli
il sogno vaga.
sigaretta fumata
cinerea scia lascia
che il tempo
con solenne contiguità
ara.

* * *
dimensione X
(…)
un giorno
mi guardai intorno
con gli occhi grandi dell’erbivoro.
una persona mi sorrise.
un brivido mi percorse
la schiena
ed un freddo sudore
mi imperlò
la fronte:
avevo visto
gli aguzzi denti
del predatore.

* * *

clan Australi

in un tempo al di fuori del tempo,
il Tempo del Sogno,
l’uomo non era come oggi
lo conosciamo.
vi era l’uomo aquila,
che poteva essere aquila
ed essere uomo,
vi era l’uomo squalo,
che poteva essere squalo
ed essere uomo,
vi era l’uomo koala
che poteva essere koala
ed essere uomo…
e così via.
poi il Tempo del Sogno finì
ed iniziò l’uomo
come lo conosciamo
oggi.
ma, seppur diverso,
discende potentemente
dagli antichi
progenitori.
io
appartengo
al clan
degli uomini squalo.
l’uomo-squalo
è l’uomo degli
abissi marini profondi.
ha i sette sensi dello squalo
e viaggia attraverso il tempo
e le dimensioni dello spazio
perchè questa
è la sua vita,
una vita come un’altra
del resto.

* * *

Sondai il pensiero dello squalo.
L’uomo non albergava ancora
nei suoi ricordi.
Vidi un mondo primordiale
estese foreste e larghi fiumi.
Uomini a piccoli gruppi cacciavano.
Nell’aria un buon sapore.
Foresta, fiume, uomo e stelle
lo stesso pensiero avevano.
L’unione ancora era.
Casa era la foresta e tetto la grotta
Finestra le stelle.
Sentimenti e pensieri scorrevano
su ruvide pareti di pietra
accompagnati da intensi pigmenti.
La lingua magica li permeava
nell’anima
li concamminavano gli dei.
Bambine e bambini figli
della terra e del mango giocavano.
Donne e uomini scorrevano
eterni giorni fatti della sostanza
di cui son fatti i sogni.
Non vi era né passato né presente
né futuro, ora ricordo, non vi era
né essere né non essere…
ma un’altra cosa ancora.
Nel cuore il lampo nella mente il tuono
il corpo ondeggiava al vento
e la pioggia fine e lenta cadeva.

* * *

Descrizione 2

immagina

che un giorno ti svegli,
ti alzi dal letto e
ti rendi conto che
tutto quello che sai
è falso:
falsi i tuoi vestiti,
falso il tuo nome,
falsi i tuoi ricordi…

cosa fai?

(?????)

ebbene…
tutto quello che sai
è falso

* * *

(…)
questi “io” implosi che si concretizzano
nelle forme a noi note…e non note
riconducono direttamente
all’inesplicabile origine del cosmo
-alla natura delle stelle-
e ritornano nell’infinitesimale
del granello di sabbia.
così come è per la tua voce
che mi entra nel cervello
e me lo percorre tutto
passando attraverso
i sottili filamenti del cuore…
…per non parlare dei tuoi occhi:
ferro, pietra, metallo, puro cristallo,
fuoco magmatico, furor oceanico,
onda del mare, lago e fonte,
foresta, bosco e prato
ricettacoli
di insondabili misteri
fatti di acqua e luce
racchiusi nel tuo nome
-nome che forse non sai-
nome che è come un mantra
una vibrazione profonda
che dalla tua voce
infinitamente
trasuda.

* * *

e scalai vette inviolate
di montagne senza nome

* * *

letteratura, libro:
esorcizzare, mostrare, superare.
i segni della natura
e il segno dell’uomo.
un segno per capire
altri segni,
un libro per
leggere
altri libri.
il pensiero è fatica,
il segno è fatica.
astrazione, superamento:
trascendere la forma
attraversando
la sostanza
oltre i confini
dell’Es
metabolizzando
brandelli
d’eternità.
chissà
forse
tutto è
libro, letteratura.

* * *

Etna, Aithon,
Splendente,
eterno…
il mio corpo
avvolsi
nella tua
nera polvere
quando
il Grecale
spirò
e capii
che i fati
non erano ancora
stati scritti.

* * *

incanto
di fuoco e ghiaccio
cuore e mente
passione e genio.

Etna
voce delle
divinità Ctonie
coscienza eterna
fucina di Efesto.

Etna
paradigma
del cosmo infinito
dove tu covi
le tue brillanti
stelle.

Etna
cenere e lapilli
lì è
la chiave di tutto

* * *

Parafrasi di alcuni versi
di Federico Garcia Lorca…

la terra non può
riflettere il cielo.
Se il nostro corpo fosse
fatto d’acqua
allora l’uomo potrebbe
riflettere le stelle
e comprendere
i segreti che alla terra
il cielo
tace.

* * *

…altri hanno il mito del lavoro
rielaborato
in chiave opportunista e superficiale
…quelli come me invece hanno un odore strano
sanno di rivolta
di trasgressione e di sovversione
chi vive rintanato nel buco a-cosciente
che si è scavato e adornato
colle proprie catene – che ama –
ne ha paura
…quelli come me hanno uno strano odore
sanno di cattiva coscienza e
di rimpianto di non essere mai nati
certo quelli come me hanno uno strano sapore
il sapore denso e acre della vita
…quelli come me sono disprezzati e bistrattati
però belli…di fama e di sventura
…quelli come me sono la generation maudit
che ha sputato in faccia
a dio-patria-famiglia
noi siamo quelli che fanno colazione
anche con un toast…del resto
…quelli come me
vivono sul bordo della curva del pensiero
sono dolciniani e ne sono fieri
sono giacobini e non temono confronti
…certo noi siamo la semplicità
che è difficile a farsi
…certo noi siamo una cosa sola
– siamo la cosa che…fa…paura… –
l i b e r t a ‘

(naillil)

Quadrifarmaco

il quadrifarmaco di Epicùro:

– non temere gli Dei.
– non temere la morte.
– sappi che il piacere è a disposizione di tutti.
– sappi che il dolore, quando dura, è sopportabile,
e quando è forte, è di breve durata;
e ricordati che
.

* * * *

l’eptafarmaco:

– il tuo corpo ti rappresenta soltanto.
– il Tempo è uno strumento della mente per strutturare il Sè.
– passato, presente, futuro accadono nel medesimo istante.
– l’universo intero anela a libertà ma ama le proprie catene.
– sappi che la passione è l’unico elemento umano
capace di scardinare il tempo
e travalicare le dimensioni dello spazio.
– sappi che la mente è molto diversa da come la immaginiamo.
– sappi che la mente può navigare oltre l’indicibile.

Z

nell’indistinto
mare degli eventi
vaga, indistinta, la mente.

tutto sa, tutto conosce,
parte del tutto,
goccia nella goccia,
essere nell’essere.

la distinzione:
una possibilità
del possibile possibilitante.

per far dell’indistinto
distinto,
per far del tutto
un frammento,
la mente struttura
il tempo.

il tempo,
struttura della mente,
origina una forma
che la rappresenti.

insieme
corpo, tempo, mente
– specchiandosi
incollati e multistrato –
diventano
il
Sè.

vaga
la mente
nel mare sconfinato
degli eventi…

 

naillil,,opere2

 

 

Naillil —- short poems – (extended version)ultima modifica: 2017-03-01T09:14:38+00:00da Raydessansev
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento