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È reato dire “Italia paese di merda”?
Autore: Annamaria Zarrelli03/01/2017

Attenzione alle invettive pronunciate ad alta voce. Dire «In questo schifo di Italia di m … » è reato.
Cari Italiani, facciamo attenzione alle parole che pronunciamo ad alta voce quando ce la prendiamo
con i disservizi, i trasporti pubblici che non funzionano mai, le multe talvolta ingiuste, le tasse
altissime, le code interminabili e la fuga di cervelli dal Belpaese. Se non facciamo attenzione, infatti,
oltre al danno rischiamo anche la beffa. Ed infatti, forse non tutti sanno che sfogarsi ad alta voce
con il classico «Italia paese di m …», per quanto per alcuni possa suonare bene ed essere anche
liberatorio, non può essere tollerato. Anzi è addirittura reato, in quanto costituisce vilipendio alla
nazione italiana [1].[1] Art. 291 cod. pen., ai sensi del quale
«Chiunque pubblicamente vilipende la nazione italiana è punito con
la multa da euro 1.000 a euro 5.000».
A stabilirlo è stata la Corte di Cassazione [2][2] Cass. sent. n. 28730 del 04.07.2013.,
la quale ha condannato un 71enne che si era particolarmente infuriato con due carabinieri che
lo avevano fermato e multato perché viaggiava a bordo della sua auto con un solo faro acceso.
L’uomo per contestare la multa o, più semplicemente, per dare sfogo alla sua collera, si era lasciato
andare alla fatidica frase: «In questo schifo di Italia di merda».
Ebbene, secondo la Suprema Corte il diritto di manifestare il proprio pensiero [3]
[3] Art. 21 Cost. ai sensi del quale «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio
pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione».
in qualsiasi modo non può trascendere in offese grossolane e brutali prive di alcuna correlazione
con una critica obiettiva.
Secondo la Suprema Corte, dunque, il comportamento di un soggetto che in luogo pubblico,
ha offeso la nazione, gridando quella particolare frase, «sia pure nel contesto di un’accesa
discussione dopo la contestazione elevatagli dai carabinieri per aver condotto un’autovettura con
un solo faro funzionante, integra il delitto di vilipendio».
Il reato in esame, ha precisato poi la Suprema Corte, «non consiste in atti di ostilità o di violenza
o in manifestazioni di odio: basta l’offesa alla nazione, cioè un’espressione di ingiuria o di disprezzo
che leda il prestigio o l’onore della collettività nazionale, a prescindere dai vari sentimenti nutriti
dall’autore».
Ciò detto, in un periodo come quello attuale, caratterizzato dalla crisi e dal forte stress collettivo
che ne deriva, è bene tenere a mente quanto sopra esposto e limitarsi, se proprio non se ne può
fare a meno, a pensarle e basta certe cose, o, comunque, a dirle a bassa voce!

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COMMENTO DI NAILLIL E DEL ZOPILOTE:

Quindi quando Dante dice nella Divina Commedia “Ahi serva Italia di dolor ostelllo, nave sanza nocchiero, non signora di province ma bordello” è incriminabile per il reato di vilipendio alla nazione?

Vuoi vedere che i soliti babbioni* hanno deciso che se uno è stronzo gli devi dire che è sciocchino…?[*sempre quei babbioni beceri e asfasici che hanno impiegato dieci anni per stabilire l’illegittimità della legge elettorale voluta da Berlusconi – nettamente a suo favore – e approvata in tutta fretta con la sua sola maggioranza a pochi mesi dalle elezioni politiche…sempre loro!!]

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terremoti del 20 e 29 maggio 2012 in Emilia-Romagna

terremoti del 20 e 29 maggio 2012 in Emilia-Romagna

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Un giovane fa il saluto romano davanti a un busto di Benito Mussolini a Predappio, in un'immagine d'archivio. Un disegno di legge costituzionale che abolisce la XII norma transitoria e finale della Costituzione, cioé la norma che vieta "la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista", è stato presentato al Senato lo scorso 29 marzo dal senatore del Pdl Cristano De Eccher (Pdl); co-firmatari i senatori del Pdl Fabrizio Di Stefano, Francesco Bevilacqua, Giorgio Bornacin, Achille Totaro e il senatore Fli Egidio Digilio. A quanto si apprende da ambienti vicini alla presidenza di Palazzo Madama, il presidente del Senato Renato Schifani è rimasto sorpreso ed esterrefatto dalla notizia relativa alla presentazione del ddl. Il presidente del Senato, pur nel rispetto delle prerogative costituzionali dei senatori, avrebbe auspicato che i firmatari della proposta possano rivedere la loro iniziativa. ANSA/ PASQUALE BOVE

Un giovane fa il saluto romano davanti a un busto di Benito Mussolini a Predappio, in un’immagine d’archivio. Un disegno di legge costituzionale che abolisce la XII norma transitoria e finale della Costituzione, cioé la norma che vieta “la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”, è stato presentato al Senato lo scorso 29 marzo dal senatore del Pdl Cristano De Eccher (Pdl); co-firmatari i senatori del Pdl Fabrizio Di Stefano, Francesco Bevilacqua, Giorgio Bornacin, Achille Totaro e il senatore Fli Egidio Digilio. A quanto si apprende da ambienti vicini alla presidenza di Palazzo Madama, il presidente del Senato Renato Schifani è rimasto sorpreso ed esterrefatto dalla notizia relativa alla presentazione del ddl. Il presidente del Senato, pur nel rispetto delle prerogative costituzionali dei senatori, avrebbe auspicato che i firmatari della proposta possano rivedere la loro iniziativa. ANSA/ PASQUALE BOVE

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italianisti, italici, italioti 2ultima modifica: 2017-01-05T13:05:46+00:00da Raydessansev
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2 Comments

  1. Buongiorno,
    premesso che trovo giusto l’invito a non scrivere citazioni latine errate, che io estenderei anche a quelle dantesche, non mi limiterei a suggerire di pronunciare certe espressioni a bassa voce, ma piuttosto di evitarle del tutto perché squalificano chi le profferisce tenuto conto che non é l’Italia che non va: quello che non va é il popolo italiano, tutto o quasi, a cominciare dalla magistratura, perché se non funziona l’amministrazione della giustizia a cascata viene meno ogni altra attività dello stato.
    Saluti.

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